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recensione

Resident Evil: Requiem

Resident Evil: Requiem sposa il moderno horror di Grace Kelly e l'action classico di Leon Kennedy. Un matrimonio felice?

Commento Finale

Resident Evil: Requiem è un capitolo spaccato in due, dove una metà funziona e l'altra meno. La sezione dedicata a Grace è la parte migliore della serie recente: orrorifica, ben costruita e con un'atmosfera che supera quanto visto nei capitoli precedenti. La controparte di Leon è tecnicamente più varia, ma priva di una direziona artistica altrettanto curata. Gli scenari sono talvolta dispersivi, esteticamente poco ispirati e un tono umoristico che stride con quello della collega. E i boss rimangono poco interessanti, e tutto sommato facile da sconfiggere, a causa della rigidità dei movimenti che poco si adatta a quel tipo di battaglie. Il gioco Capcom sorprende per l'eccellente ottimizzazione, rendendo possibile giocare con il path tracing attivo, e il resto dei settaggi su medio con DLSS su prestazioni, anche con RTX di media potenza, a patto di accettare qualche calo nell'aree più caotiche.

Gameplay

Meccaniche di gioco e level design

85

Tecnica

Grafica e ottimizzazione

98

Arte

Direzione artistica, storia e musiche.

85

Esperienza utente

Interfaccia utente, accessibilità e fruibilità

80

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