Insomniac Games porta Wolverine su PS5 con action fin troppo semplice, lacunoso in level design e che non comprende lo spirito di Logan.
Nonostante legga gli incredibili X-Men da più di 20 anni, e Wolverine rientri tra i miei personaggi preferiti, l’interesse per Marvel’s Wolverine era sotto tono. Non avevo alte aspettative: ancora prima che fosse rilasciato il primo gameplay avevo già una chiara idea di come sarebbe stato il gioco. Quando ho visto lo State of Play ne ho avuto conferma. Non ero né deluso né impressionato. Avevo fiducia in Insomniac Games nel riuscire a trasportare James Howlett con la stessa fedeltà con cui aveva fatto Peter Parker (e uso i loro nomi veri perché conta anche l’uomo oltre la maschera).
Marvel’s Wolverine è un prodotto egregio che rappresenta bene il canadese artigliato nel gameplay, senza però compensare per i limiti del personaggio. Una trasposizione che, per mio somma delusione, non mostra la vera anima di Logan, proponendo una copia priva della stessa forza drammatica e tratti caratteriali. Un gioco che mi ha divertito, ma senza nulla di memorabile.
La storia
Nell’universo Marvel di Insomniac gli X-Men non esistono. Non c’è un Charles Xavier che ha fondato la scuola e unito i mutanti. Anzi, i mutanti non sono comuni e nemmeno conosciuti al mondo. Esiste però il Team X: fondato da Nathaniel Essex trentacinque anni fa, è una task force nata per fronteggiare la crescente minaccia di Bolivar Trask. Nella visione di Essex, il Team X non è solo una squadra d’assalto, ma un simbolo di speranza per tutti i mutanti, affinché trovino il coraggio di rivelarsi al mondo.
Dovrebbero essere tutti in pensione
I membri attuali di Team X includono Walter, un mutante dormiente senza poteri attivi, Raven “Mystica” Darkhölme, Victor “Sabretooth” Creed e ovviamente Logan. A leggere i nomi sembrerebbe più una squadra di supercattivi ultracentenari. Creed ha più o meno la stessa età di Logan ed è un brutale assassino (anche se nel gioco sembra meno cattivo), l’età di Mystica è ignota ma si presume abbia 200-300 anni e non è di certo una santa, Logan sono quasi duecento anni che affetta gente ed Essex, oltre ad avere pure lui 200 anni e la sua visione è uno dei più noti cattivi degli X-Men.
La storia è inizialmente poco interessante e fatica a ingranare. Trova la marcia giusta verso le fasi finali, con alcuni momenti più serie e drammatici senza però nessun picco emotivo. L’arco narrativo, nella sua totalità di tre atti, funziona abbastanza bene e riesce a dare il giusto respiro alla trama. Invece, la colonna sonora di David Fleming mi ha convinto poco, soprattutto questo tema un po’ stile western per Wolverine per nulla iconico.
La scrittura dei personaggi è altalenante. Victor Creed, uno dei peggiori, più violenti e vendicativi villain di Wolverine è trattato come un disagiato che compensa la sua ansia d’abbandono con rabbia e violenza. Mystica è una brava persona il cui unico desiderio è stare insieme a sua moglie. Di lei viene detto ben poco, ed è un peccato che non abbiano approfondito un personaggio così ricco di sfaccettature.
Jean Grey è l’eroe dalla rigida morale e infrangibile senso di giustizia. Ed è anche, come ormai penso sia ben noto, la relazione romantica di Logan. All’inizio appare forzata e artificiale (praticamente si innamorano in meno di 24 ore e lui al primo appuntamento si presenta sporco di sangue e budella. Una red flag, come dicono i giovani), per poi piano piano svilupparsi e sbocciare.
Il problema è Logan.
Senza carattere
Come scrivevo in apertura, leggo fumetti X targati da quando ero adolescente (nel lontano 2006, quando uno spillato di 48 pagine costava 2,50€ e non 6,00€). Potete quindi immaginare che io e Logan siamo amici da lungo tempo. Certo, lui viaggia sempre per il mondo, e sono pochi i momenti in cui abbiamo un momento per noi: una birra veloce, due chiacchiere, uno scambio di sguardi che dice più di mille parole.
Il Wolverine di Insomniac è diverso da quello che ho imparato a conoscere.
Sembra una versione all’acqua di rose, edulcorata per un pubblico che teme qualsiasi oscurità o tratto caratteriale negativo (una cosa che ho visto spesso nelle produzioni Sony). Il suo carattere scontroso e il suo menefreghismo emergono poco, come anche l’errante uomo solitario e cinico, diffidente nei confronti di chiunque. Ho sentito frasi che mai assocerei a Logan, atteggiamenti troppo amichevoli e una personalità accondiscendente.
Anche il suo vizio per la bottiglia e il fumo (per nulla presente) sono sottorappresentati. Forse per rendere Wolverine un modello per i giovani? Tralasciando poi il fatto che per chi possiede un fattore rigenerante fumo e alcol non sono nocivi.
Il risultato è una personalità poco definita, voluta per allinearsi allo standard dei supereroi in cui l’oscurità è solo una nota negativa che sarà sempre vinta dalla bontà. Questo può valere per Peter Parker, non per James “Logan” Howlett. Un uomo con dentro 200 anni di tragedie, e di morte e sofferenze, e di perdite e dolore, che in questa versione di Wolverine targata PlayStation non lo hanno scalfitto. Anche il volto scelto, quello dell’attore Liam McIntyre, è poco convincente e “pulito” per un guerriero anziano come Wolverine.
Sfoderare gli artigli
I combattimenti di Marvel’s Wolverine sono nel concreto semplici e diretti. Squisitamente brutali e sanguinolenti, si distinguono per un feedback dei colpi capace di fare trasparire tutta la letalità dell’Arma X. Wolverine si muove veloce, balzando da un avversario all’altro e colpisce senza pietà, facendo schizzare sangue e arti con macabro piacere.
Il sistema di combattimento è semplice: per attacco base, per l’attacco pesante (e balzo quando il nemico è distante), per scivolare e schivare e per la difesa. La parata è solamente attiva e bisogna quindi premere il pulsante con il giusto tempismo, altrimenti si subisce danno. La finestra di tempo è abbastanza generosa, e può essere ulteriormente potenziata come anche regolata dalle impostazioni del livello di difficoltà.
I nemici sono vari e rappresentano una sfida sufficientemente impegnativa, grazie a una combinazione efficace tra truppe con armi bianche e armi da fuoco, pesanti e leggere. Hanno tre tipi di attacchi, distinti da un diverso colore: i bianchi sono normali, i rossi sono imparabili e i gialli sono attacchi speciali che se deviati permettono una potente contromossa.
Il sistema di Furia
Una delle caratteristiche che rende Wolverine il migliore in quello che fa è la sua incredibile resilienza e tenacia, unite a una feroce e primitiva furia animalesca. Il sistema di Furia rappresenta questo aspetto del personaggio e introduce una riserva primordiale di adrenalina suddivisa in tre stadi.
La modalità Furia al terzo stadio
Eseguendo con successo combo, parate e uccisioni in combattimento si riempie la barra furia. Il primo stadio sblocca le tecniche speciali ( + , , e ), potenti attacchi con un tempo di attesa prima di poterli riutilizzare. Questi si possono anche potenziare usando Punti Tecnica, i quali vengono donati a ogni aumento di livello. Al secondo stadio diventa disponibile Ultima Chance, un’abilità di cura d’emergenza che consente a Wolverine di usare la propria furia per curarsi quando è completamente a terra. Infine, il terzo stadio si attiva la vera Furia (quando Wolverine entra in berserk). L’immagine diventa bianco, nero e rosso, e gli attacchi sono devastanti. Premendo + si possono effettuare attacchi critici: animazioni di eliminazione particolarmente violente che uccidono istantaneamente i nemici semplici.
Tecniche e potenziamenti
All’inizio del gioco Essex entra nella mente di Logan per aiutarlo a sbloccare dei ricordi. Per farlo bisogna selezionare una memoria e completare la sua sfida. In base al punteggio ottenuto (bronzo, argento, oro e adamantio) si ottengono punti filamenti. Il ricordo di Logan riguarda eventi passati prima che perdesse la memoria a causa del programma Arma X. Queste porte di accesso per i ricordi si trovano lungo la strada dei livelli e sono difficili da perdere data la visibilissima radice viola che appare sul pavimento.
Le sfide sono chiamate Prove Incubo, anche se in realtà sono tutte piuttosto facili (decisamente più facili di quelle dei tre giochi Spider-Man) e si distinguono in una gara di corsa (impossibile da sbagliare) e combattimenti. Le uniche tre sfide che possano essere difficili, per la loro durata, sono le sfide a ondate di nemici progressivamente più numerosi e potenti.
Tutte queste caratteristiche messe insieme rendono i combattimenti di Marvel’s Wolverine un balletto della morte, in cui si passa dall’attaccare al parare freneticamente. Devo ammettere che mi ha soddisfatto molto deviare molteplici colpi in contemporanea e poi infilzare gli avversari con artigli d’adamantio. Tuttavia, per quanto il combat system sia divertente, e anche abbastanza basilare e alla lunga può essere ripetitivo. Consiglio quindi di alzare il livello di difficoltà per un’esperienza maggiormente appagante.
Essere discreti non è lo stile di Wolverine
Ci sono anche sezioni stealth: ci si avvicina al nemico da dietro o da sopra e lo si uccide con un sol colpo (o si fanno gravi danni per quelli più resistenti). Non ci sono trappole o altri generi di trucchi. D’altro canto Wolverine non è uno discreto, quindi la mancanza di opzioni stealth sofisticate ha senso dal punto di vista narrativo, meno da quello della varietà di gameplay.
Adattamenti
Il sistema di Adattamenti rappresenta gli strumenti offensivi specializzati di Wolverine che possono essere equipaggiati e modificati per migliorare le doti in combattimento. Si sbloccano con i filamenti, i quali si ottengono guadagnando Punti Adattamento. Questi punti possono essere acquisiti trovando bottiglie di whisky lungo i livelli e completando le Prove Incubo sparse nel mondo di gioco. Ottenere un grado elevato nelle prove garantisce una quantità maggiore di PA.
I filamenti rappresentano la risorsa necessaria per equipaggiare gli adattamenti e occupano spazio nell’equipaggiamento. Ogni giocatore dispone di una capacità massima di filamenti, rendendo necessario scegliere con attenzione quali adattamenti mantenere attivi. È possibile rimuovere adattamenti per liberare filamenti e equipaggiarne di nuovi. Una delle prime cure disponibili è “Cure Pericolose”, che consente di reagire correttamente agli attacchi poderosi o agli attacchi temerari per ripristinare energia, incoraggiando un approccio combattivo reattivo e offensivo.
Equipaggiamento e personalizzazione
Il gioco permette di cambiare l’aspetto di costumi e artigli. I costumi possono essere creati ed equipaggiati per Wolverine, utilizzando i materiali raccolti nel mondo di gioco. Questi materiali si trovano all’interno di apposite casse sparse nell’ambiente. E sono estremamente facili da trovare visto che ad avvisare della loro presenza ci sono due avvisi sonori e uno visivo che occupa un quarto di schermo.
Ogni costume può includere un nuovo set di articoli, che possono essere equipaggiati dalla scheda dedicata. I costumi hanno esclusivamente una funzione estetica e non influenzano il gameplay, permettendo di personalizzare l’aspetto di Wolverine senza modificare le sue prestazioni. Tuttavia, ogni costruzione di un costume aumenta l’energia vitale del dieci percento, incoraggiando la raccolta di materiali.
Saltare, uccidere, aspettare e ripetere
Marvel’s Wolverine è un gioco lineare. Si prosegue dritti fino all’obiettivo, con le sole deviazioni concesse per scovare oggetti secondari e alcune aree leggermente più aperte. Onestamente non sono sorpreso da questa scelta: chiunque abbia letto un fumetto di Wolverine sa che in una storia raramente rimane nello stesso posto, ed è quindi logico proporre lo stesso tipo di avventura anche nel gioco, e un open world sarebbe stato fuori luogo.
Tuttavia, un minimo di sandbox sarebbe potuto essere implementato, anche per dare libertà al giocatore di esplorare alcuni luoghi iconici del mondo Marvel, come per esempio Madripoor.
Perdersi in Wolverine è impossibile: premendo il gioco indica il punto esatto dove bisogna andare. Se rimanete fermi per nemmeno un minuto, Logan suggerirà al giocatore cosa fare. Non c’è nessuno spazio per la titubanza. Se non fosse ancora abbastanza, il fiuto di Logan visualizzato come striscia di fumo indica la strada da percorrere. Questa guida costante, sebbene utile per i giocatori che vogliono proseguire senza perdere tempo, semplifica eccessivamente la scoperta e sarebbe stato preferibile modificare queste suggerimenti nelle opzioni
Le sezioni platform sono estremamente automatizzate. Per proseguire basta muoversi nella giusta direzione e premere un tasto. Lo standard odierno per i titoli cinematografici in cui il platform è più un intermezzo tra uno scontro e l’altro che una vera sfida. Ciononostante, grazie a eccellenti animazioni e all’agilità di Wolverine sono comunque piacevoli.
Ci voleva un’amica
Se in Marvel’s Spider-Man il gameplay è più variegato lo si deve anche alle molteplici abilità di Peter Parker o Miles Morales. Capacità che gli sviluppatori hanno inserito nel gioco per rappresentare al meglio i due personaggi. E lo stesso ragionamento è stato fatto per Logan. Lui però non possiede gadget, non si arrampica su muri né volteggia in aria. Quello che fa Wolverine è buttarsi a testa bassa contro il nemico con gli artigli sguainati. Qualsiasi altra variazione sarebbe un tradimento nei confronti del personaggio. E se il compito degli sviluppatori è quello di portare su console il miglior gioco su Wolverine, la fedeltà al personaggio è fondamentale, anche se questo può portare a compromessi dal punto di vista prettamente ludico. Tuttavia esiste una soluzione: usare il cast di comprimari. Certo, le sezioni con altri personaggi potrebbero interrompere il flusso narrativo, ma i compagni di Wolverine sono professionisti letali non delle Mary Jane Watson. Una missione nei panni di Mystica, dove bisogna intrufolarsi in una base segreta usando i poteri mutaforma, sarebbe stata una piacevole variazione al gameplay.
Accessibilità
Il gioco possiede un menu di accessibilità molto completo che consente a chiunque di adattare l’esperienza alle proprie esigenze. La difficoltà è completamente personalizzabile con opzioni per Livello sfida, Energia nemici, Danni nemici, Attenzione nemici e Tempismo comando schivata e deviazione. È possibile regolare la velocità di rotazione della navigazione assistita, personalizzarne il colore e attivare la mobilità assistita. La velocità di gioco è personalizzabile sia globale che specificamente in combattimento. L’autocompletamento OTE e la personalizzazione della violenza completano il pacchetto.
Queste opzioni consentono di adattare il gioco a diverse esigenze di accessibilità senza compromettere l’esperienza di gioco per i giocatori che le cercano (l’opzione “L’uomo” fornisce la massima difficoltà) o che preferiscono ridurre la difficoltà dei combattimenti. Questo approccio inclusivo è encomiabile e dimostra l’impegno di Insomniac nel rendere il gioco accessibile a un pubblico più ampio.
Grafica
Marvel’s Wolverine non è riuscito a stupirmi dal punto di vista artistico. Non ho trovato un paesaggio, una scena o qualsiasi momento particolarmente affascinante. Uno stile grafico standardizzato, abbastanza piatto che fa il suo lavoro senza innovare tecnicamente né aggiungere nulla di particolare.
Non fraintendete: il lavoro è di ottima qualità, come lo era per Marvel’s Spider-Man 2, solo che mi aspettavo qualcosa in più da un gioco lineare. Ho apprezzato la presenza di alcuni elementi distruttibili e i segni degli artigli che rimangono sulle pareti; come anche la dinamica del sangue che zampilla ovunque e i dettagli del corpo di Logan quando si rigenera.
scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno NOTE
Marvel's Wolverine è un gioco divertente se si accettano i suoi limiti. La linearità e ripetitività fanno da padrone in un'avventura della durata di 12-13 ore, che si risolleva solo nella seconda parte. Seppur ben fatto, il sistema di combattimento non è sufficiente per il giocatore più esigente, . Il Wolverine di Insomniac è un personaggio leggermente addomesticato rispetto alla sua controparte cartacea, e questa scelta narrativa, sebbene comprensibile, toglie un po' di mordente al racconto. Nonostante tutto, per chi cerca un action game violento e diretto con un combattimento soddisfacente, Marvel's Wolverine rappresenta una proposta valida, anche se non particolarmente innovativa.
Gameplay
Meccaniche di gioco e level design
70
Tecnica
Grafica e ottimizzazione
80
Arte
Direzione artistica, storia e musiche.
65
Esperienza utente
Interfaccia utente, accessibilità e fruibilità
85
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Commento Finale
Marvel's Wolverine è un gioco divertente se si accettano i suoi limiti. La linearità e ripetitività fanno da padrone in un'avventura della durata di 12-13 ore, che si risolleva solo nella seconda parte. Seppur ben fatto, il sistema di combattimento non è sufficiente per il giocatore più esigente, . Il Wolverine di Insomniac è un personaggio leggermente addomesticato rispetto alla sua controparte cartacea, e questa scelta narrativa, sebbene comprensibile, toglie un po' di mordente al racconto. Nonostante tutto, per chi cerca un action game violento e diretto con un combattimento soddisfacente, Marvel's Wolverine rappresenta una proposta valida, anche se non particolarmente innovativa.