Ghost Keeper è un seguito spirituale di Ghost Master, uno strategico in cui si comanda una squadra di fantasmi per spaventare i mortali
Quando ero piccolo mi ricordo di aver giocato la demo di un gioco. Era il pomeriggio prima di partire verso la montagna per le vacanze estive. Nonostante non abbia mai preso il gioco completo, il titolo mi è rimasto in testa: Ghost Master. Si trattava di un gestionale in cui il giocatore, il master, doveva spaventare dei poveri immortali con una squadra di fantasmi.
Ora, a distanza di decenni, è uscito in early-access un suo seguito spirituale: Ghost Keeper.
Case infestate
Sviluppato da Quest Craft, Ghost Keeper immerge il giocatore in un’atmosfera vittoriana nel ruolo di gestore di fantasmi. La missione è semplice: spaventare i mortali tanto da farli scappare di casa oppure ucciderli. Dotati ognuno di particolari abilità e invisibili ai mortali, il ghost keeper deve comandare i fantasmi e usare i loro doni spettrali per spaventare, o uccidere gli esseri umani. I poteri includono, ad esempio, la telecinesi per muovere gli oggetti e spaventare le persone vicine. Esistono anche richiami spettrali per attirare gli obiettivi umani in un punto, tocchi di spalle invisibili e allucinazioni. Oltre anche a trappole e la possibilità di manipolare l’ambiente, come per esempio bloccando le porte o provocando un guasto. Tutti i poteri hanno un tempo di ricarica, consumano energia spettrale e hanno particolari effetti.
Ogni umano ha due barre: quella della paura, che una volta portata al massimo innesca la fuga e quindi l’eliminazione dal gioco; e quella per la salute che, ovviamente, scesa a zero manda il povero umano all’altro mondo.
Ogni missione è ambientata in una zona diversa e richiede diversi obiettivi da completare per essere conclusa. A dir la verità, non è facile capire cosa bisogna fare e sarebbe veramente difficile senza gli aiuti che appaiono sotto lo schermo. Inoltre, i fantasmi non hanno poteri illimitati: ogni loro abilità consuma energia, e non è ben chiaro come si ricarica. L’unica cosa certa è che una volta giunta a zero diventa impossibile proseguire perché non si ci sono altri modi per spaventare i mortali.
Tra una missione e l’altra si passa per il rifugio. Al momento è abbastanza scarso visto che è solamente presente l’hub per accedere ai livelli.
Arrivano gli acchiappafantasmi
L’unico vero nemico è il cacciatore della Confraternita, ovvero l’acchiappa fantasmi. Può catturare i fantasmi e proteggere una stanza: impedisce l’evocazione e quindi rende impossibile interagire in quel settore della casa.
Tuttavia non è una reale minaccia in quanto lento e poco reattivo. Semplicemente quando arriva in una stanza basta rievocare il fantasma con un click. Si spaventa esattamente come qualsiasi altro mortale, solo che richiede più tempo in quanto ha maggiore resistenza alla paura.
Al momento Ghost Keeper appare un gioco interessante nel concept ma non particolarmente brillante nell’esecuzione. Gli obietti unici per ogni livello sono pochi e si risolvono in pochi minuti. Il resto della missione vede sempre come obiettivo quello di spaventare gli umani. La strategia è più o meno sempre la stessa, e non sembrano esserci particolari variazioni al momento. Il problema è forse dovuto alla mancanza di novità in ogni livello o nuovi nemici.
I poteri possono essere combinati assieme per aumentare gli effetti, in maniera simili a come avviene in gioco di ruolo. Ad esempio, un’abilità non provoca spavento ma aumenta di due volte i danni fisici, rendendola idea per colpi fisici potenti. Bisogna quindi leggere la descrizione di ogni capacità spettrale per sapere come meglio combinarla.
Inoltre manca un sistema di potenziamento e personalizzazione dei fantasmi. Bisogna mettere la testa solamente sulla scelta dei fantasmi e le loro abiliti, selezionabili nel menù di preparazione prima del livello, e divisive tra quelle uniche per un fantasma e le universali. Si possono selezionare e decidere la quantità di poteri per ogni singolo personaggio.
Ghost Keeper è in early-access, e non si sa quanto sarà sviluppato ed esteso. Ovviamente ci sono ancora dei bug, e la traduzione in italiano presenta delle incoerenze tra i termini utilizzati nel gioco e quelli nel tutorial.
Se vi piace l’idea e volete aiutare nello sviluppo accedere al gioco sulla pagina Steam. Anche se primo vi consiglio di giocare alla demo.
scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno