recensione

Wolfenstein 2: The New Colussus

A distanza di tre anni del suo predecessore, Wolfenstein 2: The New Colossus ha tutte la carte in regole per essere uno dei migliori sparatutto dell'anno.


Quando nel 2014 Machine Games rilasciò Wolfenstein: The New Order l’accoglienza da parte di pubblico e stampa fu enorme e dimostrò come i videogiocatori fossero ancora interessati agli sparatutto solo singolo giocatore.

Wolfenstein 2: The New Colossus continua in quella direzione proponendo uno shooter in prima persona vecchia scuola esclusivamente singleplayer.

Il nuovo ordine

Wolfenstein 2: The New Colossus inizia esattamente dove The New Order si è concluso: William “B.J.” Blazkowicz, protagonista e unico personaggio giocabile, è sopravvissuto miracolosamente alle distruzione del complesso di Deathshead.

In questo nuovo capitolo il circolo Kreisau, un gruppo di resistenza determinato a soverchiare i nazisti nel mondo, ha fatto tappa in Amerika (così chiamata dopo la conquista tedesca) per fomentare le ribellioni e porre fine all’oppressione.

Wolfenstein è un ucronia in cui il terzo Reich ha vinto la Seconda Guerra Mondiale grazie a tecnologie anacronistiche. La sconfitta degli alleati ha permesso la diffusione tedesca in tutti i continenti del globo, conquistandoli uno a uno.

Il mondo è dominato dai nazisti: la società è controllata sotto ogni aspetto e il popolo è costretto a vivere seguendo i principi delle supremazia della razza ariana e gli ideali di Adolf Hitler. Una distopia in cui vige il terrore e l’oppressione. In cui la libertà di parola, di stampa e religione viene soppressa e i suoi divulgatori incarcerati e poi giustiziati.

C’era una volta in Amerika

Rispetto a The New Order il nuovo capitolo rappresenta in maniera più dettagliata e approfondita questa versione distorta del mondo.

Un paese liberale e diversificato come gli USA vive ora sotto la bandiera con la svastica, dopo che New York è stata devastata da un attacco nucleare e il governo statunitense si è arreso alla forza nazista.

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Una missione in particolare, quella Roswell, mostra come il nazismo abbia cambiato per sempre gli Stati Uniti d’America e il suo popolo. La lingua tedesca è obbligatoria, membri del Ku Klux Klan girano alla luce del sole ricevendo complimenti dai soldati nazisti per il loro servizio alla società, mentre per la strade la gente accorre per partecipare a manifestazioni atte a glorificare l’impero germanico.

Sparsi per i livelli si possono trovano documenti e ritagli di giornali che testimoniano l’ascesa nazista nelle Americhe, articoli propagandistici con lo scopo di nascondere la verità al popolo.

Una folle ribellione

Rispetto a The New Order, Wolfenstein 2: The New Colossus  ha molta più personalità.

La narrazione è caratterizzata da un misto di follia mescolato a del sano sarcasmo e con un spruzzo di approfondimento psicologico.

Gli sceneggiatori si sono ispirati a diversi maestri del cinema, primo fra tutti Quentin Tarantino. I personaggi sono dotati di una forte personalità, spesso sopra le righe e dai comportamenti eccessivi. Alcune scene sfiorano il nosense per la loro assurdità grazie a una serie di situazioni allo stesso tempo esilaranti quanto verosimili, con alcune componenti da black humor.

Le gag non mancano, e sono perfettamente incastonate nella narrazione regalando grandi momenti di divertimento. Tuttavia sono stati anche curati i momenti più drammatici con alcuni colpi di scena inaspettati.

Quello che non manca è lo splatter, sia nei filmati che ovviamente anche nel gioco. Non è strano vedere teste e arti mozzate, sangue che schizza ovunque e persone che esplodono.

Il protagonista William Blazkowicz esce fuori dal suo guscio e si mostra in tutte le sue sfaccettature. Nel gioco viene data tridimensionalità al suo personaggio, narrando eventi del suo passato e tramite pensieri e sogni che vengono raccontati in prima persona dello stesso Blazkowicz.

Fergus & Wyatt

Come in The New Order ci sono due diversi linee temporali in base a chi viene salvato nel prologo di The New Order. Entrambi i personaggi aggiungono scene divertenti alla storia, con Fergus alle prese con il suo braccio robotico e Wyatt con allucinazioni causate da sostanze non del tutto lecite. Cambiano di conseguenza anche alcune missioni secondarie all’interno del Martello di Eva.

Sparare ai nazisti è sempre un piacere

Il gameplay di Wolfenstein 2: The New Colossus si basa sulle stesse solide e fondate meccaniche del suo predecessore. L’azione è frenetica e veloce e gli scontri a fuoco sono incredibilmente soddisfacenti, grazie a un ottimo feeling delle armi e nemici che reagiscono in maniera realistica ai colpi. Sembra di essere in un film d’azione anni 70, in cui il protagonista entra in una stanza e fa fuori tutti i nemici in cinque secondi senza nemmeno mirare. The New Colossus cerca di replicare quell’esperienza ma unendola a un gameplay funzionante.

I nemici sono sufficientemente vari: soldati normali, soldati élite. ufficiali, soldati corazzati con diversi tipi di armi, cani, robot, cani robot, super robot, droni. I soldati normali si uccidono con pochi colpi mentre per i robot e i super soldati hanno dei punti deboli che è consigliabili colpire per provocare più danni.

Casa Dolce Casa


Il sottomarino nazista rubato dalla resistenza, Il martello di Eva, funge da hub di gioco e al suo interno è possibile svolgere alcune attivate secondarie come aiutare i compagni in alcune mansioni, parlare con alcuni personaggi oppure intrattenersi con il poligono di tiro o una versione nazista da sala giochi di Wolfenstein 3D, con tanto di livelli selezionabili e salvataggi.

Terror Billy sa anche uccidere in maniera discreta passando di soppiatto ed eliminando silenziosamente i nemici, tramite un attacco corpo a corpo, lanciando l’accetta oppure usando la pistola dove averla potenziata col silenziatore. Lo stealth è semplice e poco punitivo, in quanto è possibile uccidere con la pistola due nemici vicini, poter sparare con il silenziatore contro un nemico senza ucciderlo al primo colpo e senza che nessuna si accorga di niente. I cadaveri però vengono notati, seppur non mette in particolare allerta i nemici. Non tutti i nemici possono essere uccisi con il singolo colpo alla testa ma vanno eliminati in un corpo a corpo da dietro le spalle. Da evitare invece le classi corazzate e i robot. Si possono distrarre le guardie sparando con la silenziata contro una parete in modo da attirare la loro attenzione in uno specifico punto per uscire fuori dal loro campo visivo.

Ci sono diverse sezioni in cui bisogna uccidere uno o massimo due l’ufficiali seguendo il segnale radio e senza, possibilmente, allertare nessuno. Se accade un’ondata di soldati continua ad arrivare fino a quando il giocatore non uccide gli ufficiali.

Doppia arma

Wolfenstein 2: The New Colossus si basa sull’eccellente gunplay del capitolo precedente ma aggiunge nuovi livelli di profondità tramite diverse novità e modifiche. Se ad esempio in The New Order l’utilizzo della doppia arma incrementava la potenza di fuoco ma diminuiva precisione, in The New Colussus la possibilità di usare un’arma differente per mano aggiunge varietà. Avere a disposizione contemporaneamente due tipi di armi con diversa potenza, gittata, rateo e tipo di munizioni permette al giocatore di usare diversi tipi di combinazioni in base alla situazione e il proprio stile di gioco.

Il sistema di akimbo ad armi variegate ha portato a una revisione del selettore delle armi. Se in The New Order c’era una singola ruota dove accedere alle armi singole e doppie, in Wolfenstein 2: The New Colossus la ruota è spezzata in due: una per la mano destra e una per la sinistra. Premendo V sulla tastiera si apre la ruota per la mano destra e da questa si può passare a quella di sinistra passando sulla freccetta, a sua volta la ruota sinistra contiene una freccia per ritornare alla destra.

Il sistema si è dimostrato macchinoso e poco pratico, soprattutto durante i combattimenti. Durante la selezione il tempo né si blocca né rallenta e per selezionare l’arma per entrambe le armi ci vuole almeno un secondo, un tempo più che sufficiente per farsi uccidere.

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Su PC è possibile utilizzare altri tasti per la selezione: con Q si ritorna all’arma precedente, con X si attiva/disattiva la doppia arma e ogni numero sulla tastiera corrisponde a un’arma, come su ogni altro sparatutto su computer. Questi sistemi di selezione veloci valgono solo per la mano destra, pertanto per creare l’akimbo bisogna utilizzare comunque la ruota.

Un metodo per risolvere questo problema sarebbe potuto essere permettere al giocatore di creare delle coppie di armi preferite dal menù di gioco e mettere queste in una ruota delle armi come quella di The New Order. In questo modo non sarebbe stato necessario rifare ogni volta le coppie e sarebbe stato possibile accedere immediatamente alla coppia d’armi preferita.

Una novità non da poco conto è la possibilità di salvare manualmente in qualsiasi momento del gioco, una scelta atipica per uno sparatutto lineare in quanto permette al giocatore di salvare anche durante uno scontro. Sono presenti anche i checkpoint, in buona quantità. Manca invece stranamente la possibilità di selezionare i singoli capitoli o ripetere le missioni.

Bello e fluido

Graficamente parlando Wolfenstein 2: The New Colossus  si presenta con un aspetto decisamente migliore del suo predecessore. La versione PC da me testata, con tutte i settaggi al massimo è un vero piacere per gli occhi: le texture sono di ottima fattura e i personaggi presentano una buona mole poligonale, gli effetti di luce sono realistici e donano atmosfera tramite giochi di colore e riflessi. Particolare cura agli effetti di sangue o lo splatter in generale, con il sangue che sporca le armi e le cervella che fuoriescono che è una goduria.

Il gioco è ottimizzato magnificamente tramite l’utilizzo delle api Vulkan. Utilizzando una scheda grafica Nvidia GTX 1070 e un processore i5 3570k, il titolo gira fluidamente a 90 frame al secondo. Nelle opzioni video è possibile modificare una vastità dei parametri ed è incluso anche un contatore delle performance con un misuratore di FPS oppure statistiche sull’uso delle risorse del sistema.

Dal punto di vista artistico The New Colossus è maggiormente ispirato rispetto al suo predecessore, seppur non brilli comunque per originalità. La direzione artistica è buona ma non capace di regalare scorci in grado di evocare particolari emozioni, manca di quell’effetto di stupore che hanno altri titoli simili. Tuttavia è stato fatto un ottimo lavoro con il level design, cercando di creare sezioni che riescono ad accontentare i giocatori furtivi che sia quelli più aggressivi, con una buona verticalità e coperture da utilizzare.

Audio

Nella mia configurazione audio dotata di surround virtuale e cuffie di buona fattura, e impostato nelle opzioni audio la modalità cinema, il gioco non permette di sentire chiaramente l’arrivo dei nemici e la loro posizione. Mi è capitato più volte di trovarmi con un nemico di fianco o dietro senza che riuscissi a sentirlo. Sarebbe bastato aumentare il volume del suono dei passi oppure aggiungere ulteriori opzioni nella sezione sonoro.

Il suono delle armi è di buona fattura, con un campionamento di qualità seppur non particolarmente ricco di dettagli. I rumori ambientali aiutano a creare atmosfera anche se i momenti di silenzio sono ben pochi.

Per quanto riguarda il doppiaggio italiano è stato fatto un ottimo lavoro, con attori nelle parti e una buona interpretazione, considerando che spesso in Italia i videogiochi vengono doppiati senza nemmeno vedere il gioco o avere idea della scena da recitare.

Potenziamenti

Le armi si possono modificare tramite i kit di potenziamento che si trovano sparsi nei livelli di gioco. Ci sono tre potenziamenti per ogni arma, utilizzabili tutti e tre contemporaneamente e permanenti. I potenziamenti modificano fattori caratteristiche come la quantità di munizioni, la tipologia di proiettili o aggiungono un mirino o un colpo secondario.

A un certo punto del gioco si sblocca la macchina Enigma necessaria per decriptare i messaggi nazisti. I codici enigma si sbloccano usando delle carte che si trovano in giro per i livelli e sui cadaveri degli ufficiali. I codici si attivano solo con il giusto numero di carte e vanno decodificati tramite un minigioco a tempo; se si perde al minigioco si perde una carta.

Una volta trovate le coordinate del codice enigma si sblocca una missione secondaria: questa consiste nel uccidere un ufficiale o recuperare un oggetto. Si tratta di missioni ripetitive che prendono di pari passo, con i nemici posizionati negli stessi punti, le mappe delle missioni principali. Alla prova dei fatti risultano noiose già dall’inizio in quanto c’è ben poco di nuovo, seppur più su vada avanti più aumenta la difficoltà. Personalmente avrei preferito una modalità arena come in The Old Blood.

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A circa metà del gioco si sblocca una speciale armatura che permette di utilizzare una abilità su tre disponibile (le altre possono essere sbloccate tramite missioni secondarie). Queste abilità sono l’ariete, il costrittore e i trampoli. Il primo serve a sfondare le porte, i nemici e la casse; il secondo permette di assottigliare il robusto corpo di B.J. fino a farlo passare dentro condutture, prese d’aria o altri luoghi angusti. I trampoli servono a saltare gli ostacoli e colpire i nemici da una posizione soprelevata. Ogni abilità è pensata per un tipo di approccio, per esempio il costrittore è adatto per chi gioca in furtivo poiché permette di nascondersi ovunque, invece l’ariete è per i giocatori più aggressivi in quanto sfonda con forza le pareti facendo scattare automaticamente l’allarme. Le tre abilità includono una serie di talenti passivi sbloccabili facendo alcune attività relative a quel potere.

Come The New Order The Old Blood, anche in The New Colossus ritornano i talenti, seppur in una versione corretta. Si dividono in tre aree diverse, ognuno rappresentante una tipologia di approccio: furtivo, aggressivo e tattico. I talenti si sbloccano compiendo specifiche azioni come, per esempio, uccidendo tot nemici da dietro le spalle piuttosto che usare la doppia arma. A differenza dei giochi precedenti è stata aggiunta la maestria, ovvero ogni singolo talento è diviso in livelli che si sbloccano compiendo più volte una determinata azione. Ad esempio uccidendo 20 persone con le granate si sblocca il livello 1 dell’abilità granata, se se ne uccidono 40 il livello 2 e così via. Non ci sono più talenti per il potenziamento della vita.

Conclusione

Wolfenstein 2: The New Colossus si è confermato essere un eccellente sparatutto in prima persona alla pari del suo predecessore e con un gunplay da fare invidia agli altri esponenti del genere. Seppur ci sia ancora qualcosa da sistemare le ore passate con Blazkowicz sono state appaganti e divertenti, risultando in un’esperienza videoludica di grande valore.

La longevità si attesta sulle 12 ore giocando al quarto livello di difficoltà sui 6, più uno che si sblocca solamente finito il gioco e include la morte permanente. Con le missioni secondarie e leggendo con calma i documenti si può arrivare alle 15 ore. Inoltre è sempre possibile rigiocare scegliendo all’inizio della storia Fergus piuttosto di Wyatt o aumentando il livello di difficoltà, e se si vuole fare i masochisti è possibile eliminare anche l’interfaccia grafica.

Se avete amato The New Order Doom oppure siate amanti degli shooter solo singolo giocatore Wolfenstein 2: The New Colussus non può mancare dalla vostra collezione.

scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno

Commento Finale


Nell'affollato mercato degli sparatutto in prima persona, Wolfenstein 2: The New Colossus è l'ancora di salvezza per quelli che cercano un FPS vecchia scuola, solamente singleplayer. Un titolo con una forte personalità che migliora la narrazione, regalando momenti divertenti ma anche drammatici, e con un gunplay eccellente, basato su anni di esperienza. The New Colossus è un ottimo titolo, seppur con qualche imperfezione, in grado di intrattenere e divertire per diverse ore e dimostrando come questo genere di esperienze possano avere un futuro nel panorama videoludico.

90

Gameplay

85

Tecnica

80

Arte

78

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