Un utente viene bannato dal PSN perché si chiama “Jihad”
notizie
notizia -

Un utente viene bannato dal PSN perché si chiama “Jihad”

Un utente di nome Jihad Al-Mofadda è stato bannato permanentemente dal PlayStation Network perché il suo ID “iJihaD” è considerato offensivo.

Il giocatore, residente in Arabia Saudita, usa il servizio online di Sony dal 2010 e in tutto questo tempo non aveva mai avuto problemi di questo genere. Fin quando un giorno si è visto il suo account bloccato perché stando a termini di servizio del PSN, la parola “jihad” contenuta nel suo nickname è ritenuta offensiva.

Per colpa del ban, Al-Mofadda si è visto negare l’accesso a più di 180 giochi, costringendolo a creare un nuovo username. Nonostante il nuovo nickname, Jihad si è ritrovato impossibilitato ad accedere a buona parte della sua libreria giochi, ha perso in alcuni casi i file di salvataggio e altri titoli erano completamente inaccessibili.

Il supporto di PlayStation gli ha offerto inizialmente la possibilità di cambiare il proprio ID per evitare il ban, ma dopo diversi giorni l’offerta è stata ritirata e il ban diventato definitivo.

Al-Mofadda ha quindi deciso di spedire a PlayStation un foto del suo passporto per provare che Jihad  è il suo nome legale. Purtroppo è stato rifiutato comunque: “Apprezziamo che il tuo nome abbia così tanti significati ma ne ha uno che molti utenti trovano offensivo” .

Jihad ha portato il suo caso all’attenzione dei social network questo weekend , pubblicando la sua disavventura su Reddit. In poco tempo la notizia si è diffusa e su Twitter diversi utenti hanno offerto il loro supporto con l’hashtags #PSNBANS e #JihadGotBanned.

PlayStation UK ha contatto Al-Mofadda e gli ha offerto di cambiare il suo username, un’opzione che non è disponibile per nessun altro utente. Al-Mofadda ha accettato ma non senza delle conseguenze: i suoi trofei hanno problemi a sincronizzarsi e la lista degli amici è sparita. Inoltre, dovrà contattare alcuni publisher per attivare certi giochi.

Sony per il momento non ha ancora commentato l’accaduto.

Per quello che ci riguarda, noi di dailygamer.ti ci schieriamo dalla parte di Jihad Al-Mofadda e speriamo che casi simili non accadano mai più.

scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno
FONTE

Condividi

articoli correlati



svg icone