Il sistema anti-cheat di Battlefield 1 colpisce anche i giocatori onesti
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Il sistema anti-cheat di Battlefield 1 colpisce anche i giocatori onesti

Battlefield 1lo sparatutto multiplayer di Electronic Arts e DICE,  è stato oggetto di critiche da parte degli utenti a causa del suo sistema anti-cheat.

Sono infatti numerosi gli utenti che accusano il sistema automatico di ban, chiamato FAIRFIGHT, di espellere i giocatori che sono particolarmente bravi al gioco. Il sistema di gioco dovrebbe infatti colpire solamente chi utilizza i trucchi, ovvero codici malevoli atti a beneficiare il giocatore modificando alcuni parametri del programma.

image: youtube.com

Il problema starebbe nel sistema che utilizza il software EA per trovare i cheater: un algoritmo analizza in tempo reale le tue statistiche e le compara a quelle di un giocatore medio, se il tuo punteggio è altamente sopra la media il sistema si attiva e vieni automaticamente espulso dalla partita. Questo metodo è anche probabilmente stato pensato per bilanciare le partite, tuttavia rimane il fatto che espelle ingiustamente giocatori che sono solamente colpevoli di essere bravi nel gioco.

Secondo Electronic Arts “Non è possibile (o è estremamente improbabile) raggiungere certi punteggi senza l’utilizzo di trucchi”, tuttavia le eccezioni esistono sempre e possono capitare più spesso di quanto si creda. Infatti non è colpa del giocatore bravo se gli altri sono scarsi e non ha alcun senso che questo vanga bannato perché non conforme agli standard.

Parlando a titolo personale, nelle mie partite fortunatamente non ho mai rischiato il ban (probabilmente sono meno bravo di quanto creda) ma sono diversi i giocatori che hanno subito tale ingiustizia, come SpartanHoplite, il quale è stato accusato da FairFight per un 202 uccisioni e 8 morti usando il bombardiere; per chi gioca a Battlefield 1 sa benissimo che è un punteggio ben lontano dall’essere impossibile se il giocatore è abile.

Un altro caso è il giocatore kl-Spazmo il quale, dopo essere stato bandito dal sistema anti-cheat,  è andato su Reddit per lamentarsi dell’ingiustizia scoprendo di non essere il solo ad avere subito tale trattamento da FairFight.

Kl-Spazmo è un giocatore veterano, con più di 2800 ore di gioco su Battlefield. Dopo una prima sospensione di una settimana a dicembre, ha deciso di registrare ogni sua singola partita. Il mese successivo è stato nuovamente bannato ma questa volta in maniera permanente.

Per risolvere la questione ha contattato DICE ricevendo la disponibilità del producer Ali Hassoon di indagare sulla faccenda. Il giocatore ha usato i video registrati come prova della sua innocenza e dopo uno scambio di battute con DICE, il ban è stato revocato.

Sono altri i giocatori veterani della serie che accusano questo problema e pertanto, per sicurezza, registrano le loro partite.

Una soluzione, a parer mio, è modificare il sistema affinché consideri altri elementi oltre il rapporto uccisioni/morti, come ad esempio il tipo di classe e arma che sta utilizzando o il veicolo. Un giocatore esperto su un veicolo può fare una strage, come anche chi sa utilizzare bene le classi corazzate Sentinella e alcuni tipi di armi. FairFight dovrebbe prendere in considerazione le statistiche del giocatore, da quante ora di gioco ha accumulato nel titolo specificato e nella serie in generale, nella sua abilità con particolari armi o veicoli.

Il sistema dovrebbe analizzare meglio il profilo del giocatore e rapportarlo con altri giocatori di pari abilità e non con la media di tutti gli utenti.

Al momento possiamo solamente sperare che DICE e Electronic Arts risolvano il problema e trovino un metodo alternativo per eliminare quella piaga dei cheater. Nel frattempo giocate onestamente.

Battlefield 1 è uscito su PlayStation 4, PC Windows e Xbox One 21 ottobre 2016.

scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno
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