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Le casse premio non sono gioco d’azzardo

Le recenti polemiche su Star Wars Battlefront 2, hanno portato la gente a chiedersi se le casse premio siano equiparabili al gioco d'azzardo. Lo sono?


Se seguite le notizie di cronaca videoludica avrete sicuramente letto del recente dibattito sul microtransazioni, e in particolare sulle casse premio. Le casse premio non sono di certo una novità ma solo con il recente “scandalo” di Star Wars Battlefront II la questione si è fatta più calda: molti hanno iniziato a chiedersi se la casse premio sono comparabili al gioco d’azzardo.

Questi pensano che il fatto che il contenuto delle casse sia casuale possa portare i giocatori a comprarne di ulteriori per trovare una particolare carta; lo stesso principio dietro il gratta e vinci.

Cosa ne pensano nel mondo

La questione non si è solamente fermata sui forum ma è passata tra gli uffici degli enti amministrativi di Belgio, Australia, Hawaii e Inghilterra.

Belgio

La commissione giochi belga sta attualmente investigando su Overwatch e Star Wars: Battlefront II, entrambi due sparatutto multiplayer in cui è possibile comprare con soldi veri oggetti di gioco.

Il Presidente della Commissione Gaming del Belgio, Peter Naessens ha affermato che i sistemi di acquisti in app per le casse premio potrebbero essere equiparati al gioco d’azzardo.

Nel caso le indagini portassero a un riscontro positivo, tali giochi dovrebbero avere una speciale autorizzazione per essere venduti in Belgio. Il ministro della giustizia belga Koen Geens spera  che tali provvedimenti possano espandersi nel resto d’Europa.

Australia

Le commissioni australiana ha confermato la paure degli utenti e dichiarato che la casse premio sono gioco d’azzardo. In particolare sono preoccupati per il fenomeno del “pay to win”, ovvero quando il gioco permette di comprare dei bonus o oggetti di alto livello mettendo a rischio il bilanciamento del multiplayer.

Tuttavia la questione è complessa e le procedure richiederanno molto tempo prima che si possa raggiungere un risultato concreto. Inoltre tali emendamenti devono essere discussi a livello internazionale.

Hawaii

Lo Stato USA non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale ma ha affermato che indagherà sulla questione. L’indagine servirà a stabilire se le casse premio sono gioco d’azzardo e se possono essere predatorie per i bambini.

La commissione hawaiana è particolarmente preoccupata per la sicurezza dei bambini (che secondo loro è il principale pubblico di Star Wars Battlefront II) e temono che tali sistemi possano ingannare facilmente le loro giovani menti.

Inghilterra

La Commissione Gioco d’Azzardo del Regno Unito ha respinto le accuse affermando che le casse premio non possono essere definite gioco d’azzardo perché gli oggetti acquistati non hanno valore monetario poiché possono essere utilizzati solamente all’interno del gioco.

“Uno dei fattori chiave per decidere se il confine è stato superato è capire se gli oggetti acquisiti tramite un gioco di fortuna possano essere considerati come moneta o abbiamo un valore monetario. In termini pratici ciò significa che dove gli oggetti di gioco ottenuti tramite casse premio siano confinati all’utilizzo in gioco e non possano essere venduti fuori da esso, è improbabile che siano considerate come gioco d’azzardo. Quindi non abbiamo diritto d’intervenire legalmente.”

Seppur la casse premio non rientrino quindi nella definizione legale del gioco d’azzardo, il confine si sta facendo sempre più sottile. La Commissione Gioco d’Azzardo del Regno Unito ha inoltre espresso la sua preoccupazione per i più piccoli: sono necessarie misure di sicurezza e regolamentazioni che permettono ai giovani di giocare in un ambiente adatto a loro.

Il parere di ESRB e PEGI

ESRB e PEGI, gli enti di classificazione dei giochi statunitense ed europeo rispettivamente, affermano all’unanimità che le casse premio non sono gioco d’azzardo. Le hanno invece definite paragonabili alle figurine da collezione.

ESRB

“ESRB non considera le casse premio una forma di gioco d’azzardo. Nonostante sia implicato il fattore fortuna, al giocatore è garantito di ricevere sempre dei contenuti di gioco (anche se a volte il premio non gli piace). Noi le equipariamo alle carte collezionabili: capita di aprire un pacchetto e trovarci dentro proprio quella carta olografica che si desiderava da tanto tempo, ma capita anche di trovare solo carte che già si hanno.”

PEGI

“Le casse premio non sono considerabili gioco d’azzardo perché si ottiene sempre qualcosa quando le si acquista, anche se non è ciò che si sperava. Per questo motivo l’inclusione di casse premio non comporta l’equiparazione ai giochi d’azzardo sulla confezione.”

“Non spetta al PEGI decidere se qualcosa è da considerarsi o meno gioco d’azzardo, ma alle leggi nazionali sulla materia. Se qualcosa è considerato gioco d’azzardo deve seguire delle regole che comportano diverse conseguenze sulla compagnia che lo produce.”

Le casse premio sono gioco d’azzardo?

Dalle affermazione di Australia, Hawaii e Inghilterra si evince che la maggior preoccupazione concerne la sicurezza dei bambini e gli adulti meno responsabili. Un sistema basato sulla casualità potrebbe portare all’indipendenza e abbindolare i giocatori più ingenui con la promessa di ottenere immediatamente oggetti potenti senza giocare.

I minori, soprattutto i neo-adolescenti, possono essere ingannati dal sistema e pensare di star utilizzando le monete in gioco e non soldi veri.

Per quanto riguarda minori, sinceramente non capisco come non si possa ovviare al problema con la soluzione più semplice: slegare la carta di credito dall’account. La responsabilità di un minore ricade sempre su chi ne fa la veci e sono loro che devono vigilare sul loro protetto.

Avrete sicuramente sentito di genitori incoscienti che hanno lasciato il proprio figlio a giocare con il tablet o la console, per poi scoprire il suo conto in banco svuotato a forza di microtransazioni comprate, ignorandone la natura pecuniaria, dal ragazzino ingenuo.

I giocatori invece semplicemente non vogliono vedere microtansazioni in un gioco tripla A. Sperano che questo interessamento da parte degli enti ufficiali statali possa invertire questa tendenza.

Le casse premio non sono gioco d’azzardo

La differenza con le casse premio e il gioco d’azzardo è che, quest’ultimo, è per l’appunto un gioco dove la gente deve spendere dei soldi per poter partecipare. I soldi vengono utilizzati per accedere al gioco, il quale poi si basa sulla fortuna e la casualità. Inoltre il gioco d’azzardo non garantisce nessun genere di ricompensa e anzi le possibilità di vittoria sono piuttosto basse.

La cassa premio è un prodotto virtuale al cui interno ci sono degli oggetti di gioco (abilità, potenziamenti, texture, armi etc.) . Anche se non si conosce con precisione il contenuto, e quindi esiste un fattore casuale, non è comunque paragonabile al gioco d’azzardo perché si ottiene sempre qualcosa. Se dopo il contenuto non è di gradimento sta al gioco decidere come gestire questo genere di situazioni.

Il paragone col gioco d’azzardo è insensato perché le cassa premio non sono un gioco ma degli acquisti.

No, le casse premio non sono gioco d’azzardo.

E voi cosa ne pensate?

scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno

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