recensione

Horizon: Zero Dawn

Dopo aver creato Killzone, Guerrilla Games si butta nel genere degli action RPG. Horizon: Zero Dawn è la grande esclusiva Sony che tutti si aspettano?

Dopo aver creato e sviluppato per molti anni la serie sparatutto in prima persona Killzone, lo studio olandese Guerrilla Games  ha deciso di lasciarsi alle spalle il passato e creare una nuova proprietà intellettuale di tutto’altro genere. Da quella decisione è nato Horizon: Zero Dawn, un action adventure open world con componenti da gioco di ruolo, in esclusiva per PlayStation 4.

Il mondo di Aloy

Horizon: Zero Dawn si svolge in un futuro lontano in cui la vita come la conosciamo è stata spazzata via, la specie umana è ritornata a una civiltà primitiva e creature robotiche simili ad animali per forma e comportamento dominano il pianeta.

In queste neo umanità vive Aloy, la protagonista del gioco, la quale  viene a scoprire una minaccia che rischia di cancellare nuovamente la vita sulla Terra.

“Un mondo in rovina, in cui la natura ha soverchiato le costruzioni ormai rovine della passata civiltà, un mondo dominato da bestie di aria, acqua, terra e..acciaio”

Aloy è una ragazza dalla chioma rossa, tenacie e coraggiosa, abile in battaglia e forte più di molti guerrieri. Il suo cuore sa essere compassionevole per chi lo merita e la sua lancia non ha pietà per i malvagi.

Il suo passato è avvolto nel mistero, un arcano che è collegato al motivo per cui esistono le Macchine e perché i Predecessori, la civiltà precedente, è scomparsa.

A queste domande viene data risposta nella lunga e ben costruita storia principale la quale può essere completata in circa 40 ore di gioco (escluse le quest secondarie). Gli avvenimenti vengono raccontati tramite le missioni principali con intermezzi cinematografici, i quali purtroppo peccano per una regia e recitazione poco incalzante, e i diari sotto forma scritta, audio e video che si possono trovare in giro per l’enorme area di gioco.

Questi appunti approfondiscono diversi aspetti della trama e servono a farsi un’idea più chiara di quello che è successo all’umanità. Oltre a ciò, a costituire parte della lore del gioco ci sono diverse missioni secondarie, che pur non essendo fondamentali per la trama, sono racconti sulle tribù nate in queste nuova era.

La sceneggiatura ha qualche sbavatura ma riesce comunque a montare una storia credibile sufficiente per tenere alta la curiosità del giocatore fino alla fine. La storia è originale e ispirata e il mondo di gioco contribuisce a renderla più viva, immergendo il giocatore in questa mondo di meraviglie e pericoli.

Aloy è una tosta, alcune volte scorbutica ma che sa farsi amare. Ottimo lavoro è stato fatto nelle costruzione di un personaggio profondo e capace di essere un ottimo compagno di avventure. Inoltre, la doppiatrice italiana ha fatto un eccellente lavoro, seppur venga perso per colpa di una recitazione virtuale non alla pari. La temeraria protagonista è riuscita a conquistare la mia simpatia.

Grande cura è stata posta nella realizzazione delle tribù che è possibile incontrare lungo la storia. Ognuna ha una differente stile di vita e visione del mondo e sono distinte per tipologie di governo e credenze religiose.

Guerrilla ha fatto un ottimo lavoro nella realizzazione di un background narrativo necessario a dare tridimensionalità alla cultura e storia di queste tribù e giustificare in questo modo i comportamenti dei personaggi.

Visitando un villaggio è possibile assaporare il folclore degli abitanti locali, i diversi costumi e colori che sono abituali usare come anche i loro canti religiosi, udibili passando vicino a qualche tempio dedico alla preghiera.

Difficile non rimanere ammirati o perlomeno incuriositi degli usi e costumi e storia dei popoli di questo nuovo mondo e per saperne di più è possibile completare le numerose queste secondarie presenti in ogni villaggio.

Guerrilla Games è riuscita a costruire un universo narrativo interessante, ispirato e ricco di buone idee che potranno essere sviluppate con la giusta calma nel prossimo gioco. La trama principale è narrata bene seppur manchi di una regia in grado di spingere quando serve e di una certa visione.

Un mondo di carne e acciaio

La mappa di gioco è vasta e suddivisa in diverse zone ognuna caratterizzata da un tipo di clima diverso (temperato, tropicale, montano, arido, desertico)

Il sistema meteorologico è dinamico e totalmente casuale, non sembra infatti esserci un clima stagionale e durante l’avventura può nevicare come anche battere un caldo sole. Probabilmente, visti i cambiamenti del pianeta anche le tradizionali quattro stagioni sono sparite. Il ciclo giorno/notte dura un’oretta circa con la notte che sembra essere più corta rispetto alle ore di sole. Il passaggio tra l’una e l’altra è scandito da bellissimi tramonti e albe.

A differenza di altri titoli open world, quello di Horizon: Zero Dawn non è solamente un mondo bello da guardare ma anche bello da giocare. Oltre alla storia principale, il giocatore può decidere diversi altre attività come missioni secondarie di lunga durata e con risvolti sulla trama principale, oppure conquistare gli accampamenti dei banditi (stile Far Cry), liberare le zone dalle Macchine corrotte, sfidare se stesso con le prova di caccia (utili per ottenere armi speciali), salire in cima alle testa di un Collolungo per sbloccare una nuova zona sulla minimappa, trovare i Calderoni per attivare l’override su nuove Macchine e per finire, ma non meno importante, diverse quest in cui bisogna aiutare l’abitante del villaggio di turno. Queste sono missioni terziarie di buona durata, variegate (seppur abbiano molti elementi in comune) e non sono il banale “vai dal punto A al punto B e ritorno”. Queste sono divise in più passaggi e dietro c’è sempre una microstoria che fa da legante alle missioni.

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Il design delle aree di gioco è ben sviluppato con diversi sentieri e deviazioni utili per prendere i nemici di soppiatto o per scappare velocemente da qualche Macchina. La verticalità è presente ma limitata a causa dalla povertà di sezioni platform. Infatti, si possono scalare solo le pareti e muri con appigli e tragitti precedentemente segnati. Questo significa che in molte sezioni si è costretti a seguire un percorso prestabilito, limitando la creatività tattica del giocatore e pertanto anche il divertimento.

Data la grandezza della mappa, al giocatore viene data la possibilità d teletrasportarsi nei luoghi già visitati usando i kit di viaggio veloce. Questi vanno creati o comprati e servono a Aloy per percorrere grandi distanze in poco tempo. I viaggi veloci possono essere usati in qualsiasi luogo (escluso quando è attiva una missione principale) e verso un qualsiasi falò già scoperto; questi ultimi sono anche dei punti di salvataggio sia automatici che manuali.

Horizon: Zero Dawn riesce nel difficile compito di creare un mondo totalmente esplorabile affascinante quanto divertente e assuefante da giocare. Nel 50 ore di gioco necessarie per completare la storia principale e la maggior parte delle attività non mi è mai capitato per un momento di annoiarmi o stufarmi per la ripetitività di una mansione. Guerrilla Games si è assicurata che ogni quest fosse diversa e adeguatamente variegata. Essendo ben pochi a mettere così tanta cura in questi elementi, non si può che lodare il lavoro e passione per il team di Amsterdam e sperare che altri (tipo Ubisoft) vengano ispirati a fare altrettanto.

Meraviglie del futuro e del passato

Horizon: Zero Dawn è uno dei migliori titoli dal punto di vista tecnico e artistico mai usciti su PlayStation, alla pari di Uncharterd 4: Fine di Un Ladro. Guerrilla Games è riuscita a creare un mondo di gioco realistico e ricco di dettagli, geograficamente vasto e senza nessuno caricamento durante l’esplorazione. Nonostante la grandezza e il livello di dettaglio non si avvertono spiacevoli effetti di pop up durante il caricamento degli scenari e gli oggetti nella distanza rimangono sufficientemente ben visibili.

I personaggi umani hanno lineamenti ben definiti e un’ottima mole di poligoni facciali. Tuttavia questi non vengono animati adeguatamente e si ha sempre l’impressione di vedere delle maschera di cera, incapaci di esprimere emozioni.

Un ottimo lavoro è stato fatto per rendere ogni tribù e personaggio unico dal punto di vista estetico, cosmetico e del vestiario. Vestiti e trucco sono diversi in base alla fazione di appartenenza e in base al gusto personale del singolo personaggio. Guerrilla Games si è ispirata al passato e alle popolazioni antiche per la costruzione di città e villaggi. Questi elementi antichi sono stati mescolati con la modernità delle macchine e pertanto capita spesso di vedere personaggi adornati con pezzi di Macchine, usati per fine sia estetici che protettivi.

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Il gioco gira a 1080p a 30 frame al secondo abbastanza costanti, seppur con qualche lieve calo nella situazioni più concitate. Le texture utilizzate sono di altissima qualità e gli effetti di luce colpiscono l’ambiente in maniera naturale, con bellissimi giochi di colori e chiaroscuro.

Gli effetti particellari sono buoni ma piuttosto statici, ovvero visivamente parlando riproducano sempre lo stesso effetto e non cambiano dinamicamente in base a quello che colpiscono. Le animazioni sono naturali e fluide, seppur l’interazione con l’ambiente è davvero limitata e gli elementi distruttibili sono quasi inesistenti. Seppur l’interazione con l’ambiente non sia necessaria a fini di gameplay, sarebbe stato gradito vedere la vegetazione che si sposta in maniera naturale invece di vedere Aloy trapassata da piante come non esistessero.

Il sonoro si fregia di registrazioni di qualità con un giusto mix tra rumori naturali e artificiali. La colonna sonora è un perfetto accompagnamento e si adatta in maniera dinamica a quello che accade su schermo, passando con continuità da situazioni di calma a quelle di pericolo.

A Caccia di Animali e Uomini

Abbattere una Macchina non è un lavoro facile e Guerrilla Games si assicurata che solo i giocatori più abili e attenti fossero in grado di averla vinta contro quei bestioni robotici. Ogni macchina ha stazza, abilità e punti deboli diversi. Conoscere queste tre cose è fondamentale per poter abbattere ogni genere di avversario robotico.

Sapere dove colpire e quale arma usare fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta, soprattutto ai livelli di difficoltà più alti in cui bisogna anche scegliere accuratamente quale veste usare, in quanto ognuna ha caratteristiche e protezioni specifiche. Ad esempio alcune sono più resistenti agli attacchi a distanza piuttosto che quelli ravvicinati o ancora sono meno vulnerabili a certi tipi di attacchi elementali.

Man mano che si prosegue con l’avventura e l’esplorazione si scoprano nuove Macchine, sempre più potenti e difficili da abbattere in modo che il livello di sfida sia sempre adeguato. La morte non è mai frustante in quanto i checkpoint sono numerosi e la prematura dipartita del giocatore non è mai colpa del gioco ma dell’incapacità di trovare la strategia adatta per vincere lo scontro.

Affrontando un nemico più volte si comincia a capire il modo migliore e più veloce per abbatterlo in base allo stile al proprio stile e le risorse a disposizione. Ad esempio io tendevo molto a usare le frecce ghiacciate per congelare l’avversario, rendendolo più vulnerabili a ogni tipo di attacco, e poi colpirlo con le frecce di precisioni in modo da provocare danni elevati e distruggerlo in poco tempo.

Verso l’inizio del gioco Aloy ottiene l’abilità di effettuare l’override sulla Macchine, ovvero convertirle dalla propria parte e utilizzare a favore. Questa tecnica può essere utile per trasformare in mezzo di trasporto alcuni animali, oppure per tenere occupati per qualche minuto le altre Macchine per scappare se non ancora usarle come guardia del corpo. L’override non è disponibile su tutte le Macchine fin da subito ma va sbloccato esplorando e violando il nucleo dei Calderoni.

Divoratuono


Il Divoratuono è uno degli avversari più potenti e difficili da abbattere. Tuttavia, come ogni altro nemico, ha dei punti deboli facilmente sfruttabili per eliminarlo facilmente. Uno di questo è staccare i due lanciadischi ai fianchi del corpo (con le frecce dirompenti) e usarli contro il bestione. In qualsiasi parte si colpisca i danni sono enormi ed è possibile ridurlo a metà vita in brevissimo tempo. Un’altra strategia è immobilizzarlo con le corde e colpire al lato, in cui c’è una parte particolarmente debole che se colpita infligge molti danni.

Oltre alla Macchine, sono numerosi anche gli scontri con gli umani. In questo caso purtroppo il lavoro fatto è superficiale e il sistemo di combattimento è povero e limitato a davvero pochissime strategie.

Ci sono due modi principali per eliminare gli avversari umani: attacco diretto con armi a distanza e se necessario con armi bianche da vicino e attacchi furtivi.

Nel caso si tenti con la prima strada il gioco diventa un tiro al bersaglio privo di tattica e ben lontano dall’ebrezza della lotta contro le Macchine. Sono sufficienti un paio di colpi ben piazzati, con la testa come unico punto debole, per uccidere un’avversario. Al massimo è possibile sfruttare alcune sacche di miscela esplosive o trappole per far saltare in aria più persone o una sola particolarmente corazzate, ma sono strategie non sempre pratiche da utilizzare e che non danno nessuna soddisfazione. L’unica variante da me testata è utilizzare armi esplosive per stordire il nemico buttandolo a terra e poi finirlo con un colpo critico.

Quando i nemici sono troppo vicini occorre passare all’arma bianca e difendersi con le solo due mosse a disposizione: attacco e capriola. Si attacca e poi si rotola via per schivare il colpo avversario e si ripete fino alla morte di questo.

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Nel probabile seguito, Guerrilla dovrebbe sviluppare un sistema di combattimento dinamico con combo, contromosse e una parata nonché aggiungere punti deboli e forti anche per gli umani come già fatto accuratamente con le Macchine.

La seconda strada è l’approccio furtivo, ovvero eliminare le guardie una alla volta senza farsi notare rimanendo nell’ombra o nascosti dall’erba alta (che come in qualsiasi gioco rende totalmente invisibili). Seppur la stealth sia più soddisfacente se confrontato con l’attacco diretto, anche esso non è privo di difetti e anzi anche in questo caso devo segnalare diverse criticità. Innanzitutto l’intelligenza degli avversari è davvero bassa: seguono sempre un percorso prestabilito e quando si attira la loro attenzione viene a controllare una sol bandito per volta, rendendo il compito di eliminarli fin troppo facile. Inoltre, il Focus (uno speciali dispositivo di Aloy), permette di vedere i nemici oltre i muri ed evidenziare la loro posizione.

Le possibilità offerte dall’approccio stealth sono davvero poche: la strategia più comune è rimanere nascosti sull’erba alta in attesa che passi il bandito di turno; nel caso non succedesse si può lanciare un sasso per attirare l’attenzione, facendo cadere il personaggio più vicino nell’imboscata. Non è inoltre possibile uccidere persone al di là di una copertura seppur si possa invece farlo da dietro gli angoli.

Un’altra problema piuttosto fastidioso è il tempismo necessario per effettuare un’uccisione di soppiatto. Il tasto da premere per effettuare una eliminazione silenziosa è R1, lo stesso utilizzato anche per l’attacco normale con lancia. Questo significa che per uccidere furtivamente bisogna aspettare che su schermo appia il suddetto tasto. Com’è immaginabili capita alcune volte di lanciare per sbaglio un attacco normale, attirando l’attenzione e facendo saltare di conseguenza la copertura.

Tale problema sarebbe potuto essere risolto assegnando l’attacco furtivo a un altro pulsante oppure segnalando sul nemico l’area in cui può essere colpito discretamente; tra l’altro visto che il Focus di Aloy non è altro che un visore di realtà aumentata, sarebbe anche in linea con la realtà del gioco.

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Non ci sono nessuno tipo di armi e accessori per colpire dalla distanza senza farsi notare. Per esempio sarebbe stata comoda una cerbottana (per rimanere in linea con la primitività delle tribù) o bombe fumogene, come anche trappole o veleni stordenti. Insomma, volendo si sarebbe potuto implementare una miriade di congegni per variare il gameplay, un obiettivo che spero verrà raggiunto con il successivo gioco.

Lo stile furtivo si applica anche con le Macchine seppur solo quelle più piccole possano essere eliminate con un colpo mentre quelle più grosse subiscono un danno critico, in questo modo si viene però scoperti immediatamente, inoltre certe macchine un radar capace di trovare Aloy nell’erba alta.

L’intelligenza artificiale alleata è abbastanza scarsa ed è afflitta da un problema già visto in The Last of Us, ovvero i compagni sono invisibili ai nemici quando si gioca in stealth. Infatti, se negli accampamenti si libera subito i prigionieri questi seguono il giocatore ma saranno invisibili al nemico se si è nascosti, anche nel caso i prigionieri si trovino nell’area visiva nemica. Questa scelta è stata presa per non compromettere il gioco furtivo del giocatore, seppur sia ridicola e compromette l’immersione nel gioco. L’unica soluzione sarebbe stata sviluppare un Ai alleata in grado di nascondere gli alleati autonomamente, compito non facile.

Gioco di Ruolo

Horizon: Zero Dawn è un gioco d’azione con diversi elementi da gioco di ruolo, una combinazione che negli anni ha dimostrato di essere vincente e anche in questo caso la regola non sbaglia.

Tesori nascosti

Ogni nemico abbattuto lascia un bottino che varia per numero di oggetti e loro rarità (comune, raro, molto raro). La ricchezza del bottino è casuale con le uniche varianti relative al modo in cui è stato ucciso (ad esempio uccidere in stealth fa più punti). Queste risorse si possono trovare anche nella casse presenti nei livelli.

Il bottino varie in base anche al genere di preda sconfitta: ogni Macchina è composta di diverse componenti che possono essere recuperate e riutilizzate per craftare munizioni oppure vendere i pezzi più prestigiosi al mercato, in cambio di qualche nuova arma o vestito. Gli umani invece hanno spesso delle medicine o altro genere di pozioni, come anche oggetti antichi commerciabili. In entrambi i casi si trovano sempre dei frammenti, la moneta di gioco, utile per costruire quanto da spendere e se si ha fortuna anche delle modifiche, le quali vanno applicate dall’inventario a armi e vestiti.

Saccheggiare persone e Macchine è necessario per la costruzione di nuovi oggetti, ma per le pozioni e medicine bisogna raccogliere piante e cacciare gli animali. Le piante si trovano in qualsiasi area al di fuori dei villaggi e servono per creare pozioni in grado di aumentare la resistenza ad un certo elemento (fuoco, ghiaccio, fulmini, corruzione), raddoppiare la salute e curare dalle ferite. Oltre alle fiale curative, si può riempire nuovamente la barra della vita con la freccetta sopra del joypad. Aloy prendere le cure dalle sua sacche di erbe mitiche, la quali una volta finite andranno cercate e raccolte.

Gli animali si trovano in alcune zone della mappa, purtroppo non segnate, e il tipo di flora è uguale in qualsiasi genere di clima (pertanto non rimanete sorpresi di trovare un coniglio in mezzo al deserto). Si uccidono facilmente e dalle loro carcasse fredde si possono raccogliere pelli, carni e ossa utili per la creazioni di borse più grandi per munizioni, risorse, modifiche e vestite, oppure le parti più rare (anche in questo il bottino è casuale) possono essere vendute al mercato.

Una piccola critica: per realizzare medicine, piccole e grandi, è necessario avere sia piante che parti di animali. Le prime si trovano in gran quantità e sono reperibili anche durante le missioni, invece le seconde sono solamente in zone specifiche e pertanto non recuperabili quando la missione è attiva. Questo significa che capita spesso di trovarsi con molte medicine ma poche carni e quindi incapaci di fare più di una o due medicine, necessarie alla sopravvivenza.

La cosa più saggia da fare è fare scorta presso i mercanti appena se ne ha l’occasione, soluzione funzionale ma che comunque non risolve il problema.

Per amanti dei collezzionabili, si possono raccogliere in giro per la mappa alcuni oggetti rari come fiori di metallo e anche diversi documenti dei Predecessori.

Frecce per ogni stazza

Aloy, per combattere le molte minacce in cui abitudinariamente si imbatte, ha a disposizione un set variegato di armi, vestiti e trappole.

Le prime si differenziano per tipologia, tipo di munizioni e il numero di slot utilizzabili per le modifiche, La protagonista può contare su un’arsenale che va da archi di guerra e di precisioni a fionde lancia bombe e spara trappole.

I secondi hanno anch’esse degli slot per le modifiche e sono dotati di caratteristiche che aumentano la resistenza a certi elementi, piuttosto che il danno o l’abilità di non essere visti.

Per ogni tipologia di arma e vestito essere diverse versioni che si differenziano per il costo e diverse caratteristiche, quali il numero di slot per le armi o la resistenza per le armature.

Armi e i vestiti possono essere potenziati con delle modifiche ottenibili dalle casse o le carcasse dei nemici, oltre che dai mercanti.

Le modifiche potenziano certi aspetti che vanno dalla praticità e potere di lacerazione per quanto riguarda l’arco alla maggior resistenza agli elementi nel caso dei vestiti.

Non conviene fare un vestito o arma con modifiche diverse tra loro, per creare qualcosa di universale e adattabili a molteplici situazioni, ma un oggetto specifico per ogni situazione. Il mio consiglio è quello di migliorare le abilità native dell’oggetto: se avete un abito furtivo potenziatelo con una modifica che rende ancora più discreti, se avete un arco da guerra e usate spesso munizioni congelanti usate tutti gli slot per potenziare l’effetto congelante.

Armatura dei predecessori


In uno delle antiche abitazioni dei Predecessori è possibile trovare una speciale armatura. Questa può essere sbloccata trovando cinque batterie e risolvendo un semplice enigma.Tutte le batterie si possono ottenere solamente verso la fine del gioco e il motivo è abbastanza scontato: questo speciale abito è dotato di scudi in grado da proteggere da qualsiasi tipo di attacco, rendendo Aloy quasi invulnerabile. Ovviamente in questo modo il gioco diventa molto più facile

Crescendo si sale di livello

Premendo il touchpad dal controller si accede al menù in cui si trova la mappa, l’inventario, la lista delle missioni, gli appunti, abilità e le creazioni.

Le missioni sono suddivise in più sezioni: primaria, secondaria, commissioni, zone di caccia, calderoni, collilunghi, tutorial, zone corrotte e banditi. Queste divisione rende più facile capire al volo quale attività è possibile fare, inoltre per ognuno è indicato il livello consigliato e anche quanto dista dalla posizioni di Aloy, inoltre con il tasto quadrato viene mostrata la posizione sulla mappa.

La mappa mostra tutte le zone di gioco finora scoperte e tutte le attività e missioni disponibili, inoltre permette di selezionare un falò per effettuare un viaggio rapido. La mappa segna anche il tipo di Macchine presenti in ogni zona e anche i negozianti presenti nei villaggi e città.

In creazioni si possono creare munizioni, borse, trappole e potenziare armi e vestiti. Nell’inventario è possibile scegliere le armi da utilizzare e assegnarle a uno dei quattro raggi della ruota dell’armi, i vestiti da indossare e aprire i forzieri raccolti o comprati dai mercanti, oltre a tutte le risorse e oggetti speciali trovati.

Negli appunti ci sono tutte le informazioni accumulate sulle Macchine scoperte, i messaggi dei Predecessori scritti, audio e video.

Il gioco integra un sistema di crescita a livelli e, come al solito, si sale accumulando punti i quali si ottengono completando le missioni o abbattendo avversari di varia difficoltà. I punti guadagnati servono per sbloccare le abilità di Aloy, suddivise in tre sezioni diverse nel tipico albero da gioco di ruolo in cui per sbloccare un talento bisogno avere un tot di punti necessari e sbloccare una certa abilità prima. Ogni volta che si sala di livello aumenta anche di dieci punti la barra della salute.

Conclusione

Horizon: Zero Dawn è un ottimo titolo open world ambientato in un mondo di gioco variegato e ricco di attività. La storia è avvincente, seppur la regia non sia delle migliori, e Aloy è una protagonista per caratterizzata. Seppur qualche difetto di gameplay, alcuni minori altri più gradi, il primo capitolo della nuova serie Guerrilla Games si conferma essere un ottimo acquisto della già vista libreria Sony. Horizon è un ottimo inizio di una serie con un grandissimo potenziale in termini sia narrativi che di gameplay e, seppur questo primo gioco non posso essere definito un capolavoro, con il secondo probabile futuro gioco ci potremmo essere.

scritto da Filippo Giacometti e pubblicato il giorno

Commento Finale


Horizon: Zero Dawn è un'altra esclusiva PlayStation che va a segno e dimostra come Guerrilla Games sappia destreggiarsi in nuovi generi facendo meglio di altri con maggior esperienza. Se siete possessori di una PS4 Horizon: Zero Dawn è un gioco da acquistare a occhi chiusi e buttarsi a capofitto nel fantastico e pericoloso mondo di Aloy.

80

Gameplay

95

Tecnica

90

Arte

95

Offerta

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